come sviluppare un business profittevole partendo dalle nostre idee

Simone Lovati

Senior consultant in business modelling and strategies.
Partner and co-foundator of ADVB Strategic Minds (since 1999), a strategy firm with a worldwide network of 400+ consultants in strategy and marketing

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La mia lettera aperta a tutti gli imprenditori in startup sicuri di poter far di più...

Ricevo spesso email da lettori del mio blog o da quello di ADVB Strategic Minds, dico la verità, le leggo sempre con piacere, anche se fatico a rispondere, soprattutto per tempo;)
Qualche giorno fa un lettore mi scrive dicendo che da un pò ha lanciato una nuova idea sul mercato, che questa idea gli ha anche dato modo di avere qualche cliente, che le ha provate tutte, ma non riesce a "svoltare" e riferendosi a ADVB Strategic Minds mi chiede: "come potete aiutarmi voi?"
Io gli ho risposto con una email, che in realtà in forma anonima è, a mio avviso, una lettera aperta per tutti gli imprenditori che pensano di poter far di +, per gli innovatori, i visionari, i game changers e gli imprenditori cronicamente in startup:

"Gentile Imprenditore,
trasformare un'idea in un business è un duro lavoro, la capisco, come imprenditore e come consulente.
 
Queste difficoltà sono al tempo stesso la spinta che ogni mattina la porta a vivere con entusiasmo le sue attività e la condanna per chi (come lei) ha avuto e continua avere ottime intuizioni...
Vede, il punto vero è che le intuizioni, le idee, i brevetti e persino i primi clienti sono solo l'inizio di un percorso in cui la difficoltà sta nel prendere la giusta direzione, nel fare le scelte giuste, nel pensare laterale, modulando e ripensando l'idea e la sua realizzazione in contesti diversi.
Spesso viene identificata l'idea come un piccolo seme, che interrato e bagnato con frequenza, nel modo corretto, cresce e prospera nell'albero dei profitti.
Niente di più sbagliato! Portare una startup al successo significa saper modificare e ripensare continuamente la propria idea, interrare e disinterrare, modificare e testare.
L'imprenditore di successo è più fanatico Sperimentatore che Genio innovatore!

Immagino cosa stia pensando: "Ma io questo l'ho già fatto, l'ho fatto tutti i giorni...". 
Ma il punto è che lo ha fatto in gran parte da solo o con chi come lei si è innamorato e entusiasmato dell'idea...
 
I migliori risultati si ottengono con chi è in grado di analizzare e mettere veramente la sua idea sotto stress, con chi non ne è innamorato, con chi può cambiarle la prospettiva, ribaltare i capisaldi da cui è partito, smontare il suo modello di business alla ricerca di qualcosa di veramente efficace!

Quel che le serve non sono business plan, excel, indagini di mercato, dati, grafici e cartaccia varia, ma sono le Teste, i cervelli, il know-how con cui confrontarsi, con cui stressare le idee, con cui trovarne di nuove, con cui discutere, confrontarsi, smontare e rimontare le idee alla ricerca della giusta direzione.

Noi queste Teste, queste "Strategic Minds" le abbiamo, possiamo metterle attorno ad un tavolo, possiamo farle spremere per lei e la sua idea...non siamo gli unici, non siamo La soluzione con la "L" maiuscula, non siamo ne indovini, ne guru, abbiamo un grande vantaggio rispetto a lei: non abbiamo avuto noi l'idea e non ce ne innamoreremo mai se non sino a che non capiremo come può darle profitti veri;)!!! "

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Miti da Startup: "Lancio l'idea, sviluppo il business, poi vendo!"

Ci sono startup che passano una vita a sperar di essere finanziate....

Ci sono startup che addirittura nascono con l'idea di esser vendute...

Pensateci bene, iniziereste mai un rapporto con una persona pianificando a tavolino come mollarla con successo?

Io sono dell'idea che la sfida vera per un imprenditore (me compreso) sia trasformare idee in business facendo affidamento su quel che si ha e su quel che si trova, sulle proprie forze e capacita'. Non sulle risorse altrui!

Inutile lamentarsi che in Italia non c'e' capitale di ventura, si e' vero, e' cosi, ma quanti "imprenditori di ventura" ci sono, peró!

Ho incontrato tantissime persone, imprenditori e non, con delle idee, ne incontro a decine ogni anno, pochi convinti a mettersi realmente in gioco, pochissimi sicuri veramente di quel che stanno facendo.

Intendiamoci per chi come me fa consulenza strategica puo' pure essere vista come un'opportunita', ma se siete voi a non volerci mettere denaro o tempo, come potete pensare ce lo mettano altri?

"Eh, ma in America, peró!..."

Si e' vero negli Stati Uniti, specie in alcune aree e per alcune tipologie di startup (vedi web e IT a San Francisco e dintorni) e' tutto diverso, ma attenzione e' davvero tutto diverso! C'e' chi vi puo' appoggiare finanziariamente un'idea, ma poi la vostra idea deve fare i numeri, quelli veri e in fretta.
Non esistono startup che superano il terzo anno di attivita' con dimensioni non giá da media impresa...e' l'approccio, differente, si investe su 100 startup per farne sopravvivere 1, qui non si investe su nessuna per farne sopravvivere 80, (con fatica) chi supera la crisi del terzo anno e ce la fa allora comincia a prendere soldi, perche' ha gli asset;)
Non a caso tutti i rating di solvibilitá e soliditá in Italia usano proprio questo indicatore del terzo anno di eta' come KPI. 

E' proprio di questi giorni la notizia che Yahoo, grazie all'ennesimo cambio/rinnovo di strategia, sta pensando di chiudere uan serie di servizi storici, molti dei quali nati proprio da acquisizioni/finanziamenti di startup. Uno di questi e' un servizio mito del web 2.0, www.delicious.com, il primo e usatissimo (anche da me, ancor oggi) tool per la memorizzazione e la condivisione dei propri url preferiti.
(What’s Next for Delicious?)

Delicious era stata acquisita per fior fiori di soldi con grande soddisfazione del suo team. Si parlava di "Mission completed" per chi l'aveva fondata, una sorta di punto di arrivo per una startup.
Come e' andata a finire? Beh da quel giorno, Delicious e' entrato a far parte delle leve in mano a Yahoo per muovere la propria strategia, risultato: non l'ha mai usato un gran che e oggi sta pensando ad una chiusura o ad un management buy-out!

Insomma, l'acquisizione non solo non ha portato fortuna, ha cambiato scenario e obiettivi, portando il servizio sull'orlo della chiusura.

Per Buell con Harley-Davidson e' andata peggio! Apprezzata da motociclisti di mezzo mondo (nn da me che amo moto + Japan!), legata ancora al mitico Mr.Buell, acquisita e lanciata da HD, ha dovuto soccombere alla mera "strategia di gruppo" quest'anno, senza neanche la possibilita' di uscirne in autonomia, "troppo legata al brand HD e ai suoi punti vendita" (dichiararono in HD) per vivere da sola!

Sia ben inteso, ci sono tantissime storie che, al contrario sono di successo, legate a startup e acquisizioni, perció non voglio certo dichiarare il contrario, ma se avete un'idea e state pensando di buttarvi nella mischia, state attenti ai miti da startup:

1. Pensate ad un business plan per creare valore vero e non ad uno per "vendere" agli investitori

2. Se ci credete veramente, Buttatevi anima e corpo, in prima persona e non abbiate paura di sbagliare, probabilmente dovrete cambiare piu' volte l'idea iniziale, ma se saprete stare attenti e veloci a riadattare il vostro modello, alla fine ce la farete alla grande

3. Se non siete ancora certi al 100%, non volete mettervi in gioco in prima persona, siete in cerca di investitori, etc...mettete sotto stress la vostra idea sul serio, ci sono parecchi consulenti strategici in grado di farlo, noi in ADVBOUCLE Stratetic Minds chiamiamo questo servizio A-Team, un gruppo di persone vi ascoltano e cercano di trovare punti di forza e debolezza nel vostro modello di business. Il risultato: o uscite piu' forti o lasciate perdere la "ventura"!

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Lanciare startup innovative con successo significa...

...abituarsi a cambiare idea spesso, mantenere la traiettoria,
l'obiettivo, ma variare il percorso piu' volte!

Una startup, ancor di piú se in un mercato nuovo, immaturo, e'
soprattutto sperimentazione, capacita' di analisi, pianificazione...
Il buon stratega pianifica, certo, ma non ha la sfera di cristallo, e'
uomo di mercato, non un veggente!

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