The Simone Lovati Life Stream [Italiano] http://simonelovati.com Strategie marketing efficaci e non... posterous.com Tue, 09 Mar 2010 16:14:00 -0800 Processo d'acquisto davanti allo scaffale: 0,5€ per una sensazione http://simonelovati.com/processo-dacquisto-davanti-allo-scaffale-04-p http://simonelovati.com/processo-dacquisto-davanti-allo-scaffale-04-p

Sono davanti a uno scaffale due pacchi di carta igienica.
Due brand forti:
- un leader di mercato nella versione maxi (la scelta razionale)
- un marchio dal mondo dei cartoon con formato standard ma rosa e con
Hello Kitty stampato sopra (la scelta emozionale, istintiva)

Ragione VS Sensazioni = 2,99€ VS 3,49€

Uno vende un prodotto, l'altro Hello Kitty su un prodotto.

Wow, quanto vale una sensazione? Più del 10% se guardate il pricing,
molto di più se vi dimenticate che e' carta da usare in bagno, vi
scordate il razionale del prodotto e vi focalizzate su Hello Kitty per
la vostra bimba!

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Sun, 28 Feb 2010 07:08:00 -0800 [CONCEPT STORE Seminar] Non vendiamo prodotti, vendiamo sensazioni http://simonelovati.com/concept-store-seminar-non-vendiamo-prodotti-v http://simonelovati.com/concept-store-seminar-non-vendiamo-prodotti-v
Pubblico un primo video del mio intervento al Concept Store Seminar tenuto a Fermo nelle Marche con tutte le imprese calzaturiere e non del territorio...una bella iniziativa organizzata da Promindustria a cui va il mio caloroso ringraziamento!

La shopping experience non è una novità, fa parte della nostra natura, proviamo sempre qualcosa ad ogni acquisto...

Simone Lovati
Partner & Co-foundator
ADVBOUCLE Strategic Minds

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Mon, 15 Feb 2010 13:36:00 -0800 La reputazione online di John Ashfied e la velocità di reazione http://simonelovati.com/la-reputazione-online-di-john-ashfied-e-la-ve http://simonelovati.com/la-reputazione-online-di-john-ashfied-e-la-ve

 

Le conversazioni online stanno veramente cambiando le regole del gioco, stanno dando il colpo finale ad un marketing basato su broadcasting ed advertising, che già da qualche anno molti cominciavano a dare per morto.

Proprio in questi giorni esplode l'ennesimo caso di reputazione online mal gestita.

Arianna Cavazza, alias Sybelle, scrive un post sulla campagna pubblicitaria di John Ashfield, marchio di abbigliamento dal look english ma de facto italiano... sin qui niente di male, è un' opinione, il post è seguito da una serie di commenti, la conversazione si accende e wordpress (la piattaforma di blogging che ospita il blog di Sybelle) oscura il blog...

...la rete esplode ... su tutti i social media, arrivano commenti e like a pioggia.

Wordpress elimina il post incriminato e riattiva il blog.

Ma non è questa la cosa incredibile

Quel che mi ha scioccato sono i tempi della conversazione:
Il post è del 5 Aprile 2009
Il primo commento da qualcuno vicino all'azienda arriva ad Agosto!!! 5 mesi dopo e per caso...
La discussione comincia ad essere "gestita" (male) da John Ashfied a Novembre 2009, per degenerare poi in questi giorni!!

Sono i tempi di reazione la cosa più incredibile
Dimostrano come le aziende non curino la propria reputazione online.
Impegnate a comunicare, a pubblicizzare, a diffondere la loro immagine e i loro prodotti, non ascoltano, non conversano...

Dimenticandosi che un brand non è quello che dice di essere, ma quello che la gente pensa e dice di lui, magari online, in tempo reale

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Thu, 11 Feb 2010 03:35:00 -0800 Strategie di customer centric...guardando Zelig http://simonelovati.com/strategie-di-customer-centricguardando-zelig http://simonelovati.com/strategie-di-customer-centricguardando-zelig

Ogni volta che sento qualche Cliente parlarmi di come vorrebbero mettere al centro il Cliente, mi viene in mente Giacobazzi e il sabione di Mediolanum (vedi video min. 4:30 approx)... 

Ora, se volete veramente che il Cliente sia al centro di tutto, invece che pensare già a come comunicarlo, pensate a come diavolo farlo...perchè non è così facile!
La realtà è che la maggior parte delle organizzazioni sono "isolate" dal Cliente, è paradossale lo so, ma vi ricordo che per molti i Clienti sono ancora un target, prima che delle persone.
Se state pensando a quanto sarebbe bello (non semplicemente furbo) mettere al centro il Cliente, quanto riuscireste a migliorare, non partite dal fondo, ma dall'inizio...
Pensate alla vostra attività di ricerca e sviluppo: i Clienti li ascoltate? Li osservate online?
Pensate poi alla produzione, alla vendita, al marketing, al post-vendita....le persone possono darvi un punto di vista differente, possono stimolarvi. Ma dovete aprire porte e finestre, saper ascoltare, che non significa organizzare un focus group in cui la maggior parte delle persone faranno finta di essere un target in cambio di buoni benzina (non me ne vogliano gli amici dei focus...sapete a cosa mi riferisco!)
Il web e le conversazioni online sono una grande occasione per realizzare strategie di customer centric VERE, ma ad una condizione:

"Non pensate di mettere al centro il Cliente! Mettetevi voi attorno a lui!"...ma sul serio, però, non solo nello spot in TV

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Sat, 06 Feb 2010 15:59:21 -0800 [Must-see video] Strategie di motivazione per andare oltre al bastone e alla carota... http://simonelovati.com/must-see-video-strategie-di-motivazione-per-a http://simonelovati.com/must-see-video-strategie-di-motivazione-per-a
Fantastico TED Talk di Dan Pick sulle strategie di motivazione a cui siamo da sempre abituati: premi ed incentivi ed i loro reali risultati.

Motivare le persone oggi, per Dan, e io condivido in pieno, non significa pagarle di più se fanno di più, "ti do questo...se raggiungi quello", ma lavorare su 3 cose fondamentali:
  • Autonomia
  • Desiderio di migliorarsi continuamente
  • Scopo
O se preferite:
Se volete che qualcuno non faccia solo qualcosa, ma superi se stesso e vi sorprenda, mettetelo nelle condizioni di divertirsi, di sentirsi coinvolto in una cosa importante e che può cambiare la propria vita, non semplicemente il suo portafoglio.

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Mon, 01 Feb 2010 07:19:54 -0800 3 consigli per creare un piano di incentivi per le vendite che funzioni! http://simonelovati.com/3-consigli-per-creare-un-piano-di-incentivi-p-0 http://simonelovati.com/3-consigli-per-creare-un-piano-di-incentivi-p-0
  1. See the big picture, non pensate semplicemente all'obiettivo di oggi, ma all'intero eco-sistema, se variate qualcosa ci saranno riflessi su un sacco di altre cose, prevedete su quali e disegnate i possibili scenari....
  2. Be super simple, gli incentivi sono come le medicine più ne usate in contemporanea e più potete soffrirne gli effetti collaterali.
  3. Be honest with yourself. Gli incentivi son solo degli stimoli, possono spingere le persone a fare una cosa piuttosto che un'altra, ma non fanno miracoli. Pensate bene se quello che volete ottenere sia veramente legato all'entusiasmo delle persone o se necessiti di altro, magari dela soluzione di problemi più ampi.

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Wed, 27 Jan 2010 11:36:02 -0800 The Apple digital Hub strategy does another step ahead... http://simonelovati.com/the-apple-digital-hub-strategy-does-another-s-0 http://simonelovati.com/the-apple-digital-hub-strategy-does-another-s-0

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Wed, 16 Dec 2009 03:55:44 -0800 Twitter e i social media sono le fotocopiatrici del 2010... ma sono prima di tutto dei posti fantastici dove conversare http://simonelovati.com/twitter-e-i-social-media-sono-le-fotocopiatri http://simonelovati.com/twitter-e-i-social-media-sono-le-fotocopiatri

Harvard Business research  ha riscontrato che quest'anno su Twitter il 90% dei contenuti erano generati dal 10% degli accounts...ossia da un numero ristretto di persone (o di fonti)

E' un numero piuttosto impressionante persino per Pareto, ma non deve trarre in inganno, a mio avviso Twitter ed in generale i social media non possono e non devono essere considerati dei broadcast media 

E' vero gli influencers non sono così tanti, vanno scovati e coinvolti, bisogna comunicare con loro, ma loro NON diffondono, conversano!!...Twitter è uno strumento per conversare, non un media per diffondere contenuti!

Per dirla alla NYT Twitter è: "Dove le conversazioni iniziano"  (Amo questo pay-off, lo trovo geniale!)

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Wed, 02 Dec 2009 14:27:00 -0800 Lancio di un nuovo prodotto: gli influencers VERI e l'invito di Seth Godin http://simonelovati.com/lancio-di-un-nuovo-prodotto-gli-influencers-v-0 http://simonelovati.com/lancio-di-un-nuovo-prodotto-gli-influencers-v-0

 

Sino a qualche anno fa:

1. si lanciava il prodotto con la presunzione di scegliere accuratamente target, testimonial ed influencers
2. si raccoglievano i primi fan, cercando spesso di innescare un effetto elite, magari limitando la disponibilità del prodotto

e in molti casi lo si fa ancora.

Con il web e la nascita dei contenuti provenienti dalle persone, le agenzie di marketing scoprono la "voce del mercato", scoprono, spesso a loro spese, quanto le informazioni online viaggino veloce e quanto un comune blogger possa far del male o se opportunamente stimolato del gran bene...

Il problema è che in moltissimi non partecipano, non conversano, non fanno parte di questo mondo e non lo capiscono...ergo cominciano a pensare ad una scorciatoia,un classico per chi fa marketing operativo...male (ovviamente conosco anche valide eccezioni):

Identificare gli influencers ed influenzarli per far si che parlino bene del proprio prodotto in fase di lancio e si trasformino nel motore del passaparola.

Ed è così che ai blogger più famosi arrivano dai vasetti di pesto a qualche centinaia di libri...purche scrivano qualcosa, una recensione...

...Eh, ma il web è spontaneo, passata la novità, mica sempre ci sta al gioco!

Il problema è all'origine, perchè avere la presunzione di identificare gli influencers a priori? 
Su che basi? Sul fatto che sono più conosciuti degli altri? Sui loro "numeri"? Ma sono veramente interessati al vostro prodotto in lancio?

Esiste un modo + semplice per avere influncers veri: non sceglierli, ma dare l'opportunità a chiunque di esserlo.

Ed è proprio quello che sta facendo da poche ore Seth Godin con il suo nuovo libro:

1. Ha messo a disposizione una copia in anteprima per i primi 3000 fan
2. Per ricevere il libro bisogna donare almeno 30$ per beneficenza
3. Il libro verrà così spedito senza profitti, ma non completely free

Trovo sia un modello molto interessante. Perchè una volta tanto abbatte l'idea del free a tutti i costi.
E' un modo innovativo e vero di scoprire nome e cognome di persone veramente interessate al libro, soggetti che possono veramente essere degli influencers nel lancio di un nuovo libro.

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Wed, 02 Dec 2009 13:43:21 -0800 10 Trends cruciali per il 2010: Lancio dei nuovi prodotti in real time e monitoraggio del passaparola http://simonelovati.com/10-trends-cruciali-per-il-2010-lancio-dei-nuo http://simonelovati.com/10-trends-cruciali-per-il-2010-lancio-dei-nuo

Sono pienamente d'accordo con gli amici di Trendwatching.com

I risultati in Real-Time e i servizi di monitoraggio e allerta saranno i master trends del 2010.

Se state lanciando un prodotto, i risultati del lancio in molti casi li potrete vedere direttamente in tempo reale online, con le reviews, i feedback e i commenti delle persone...avrete l'opportunità di percepire il loro buzz (brusio)...una sorta di ricerca di mercato che a me piace chiamare "a cuore aperto" in tempo reale e senza condizionamenti...

Questo trend e l'esplosione dei contenuti online ha portato all'esigenza di monitorare un numero elevatissimo di fonti e distinguere il segnale dal rumore, l'utile dall'inutile, sarà sempre più difficile, ecco perchè il web sta passando sempre di più da una modalità pull a push. 

I contenuti di interesse non dovremo cercarli, arriveranno a noi, in base alle nostre esigenze attraverso dei servizi di allerta, di avviso, con un routing diverso e destinatari diversi in azienda a seconda dell'importanza e del tema....

...perchè una cosa è certa il futuro dei brands è sempre più legato alla capacità di prender parte alla conversazione con le persone in tempo reale: una conversazione vera con le persone vere in azienda, non solo con l'agenzia esterna di PR!

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Mon, 30 Nov 2009 09:35:00 -0800 Nel tuo mercato c'è ancora spazio! Devi solo osservare di più le persone... http://simonelovati.com/nel-tuo-mercato-ce-ancora-spazio-devi-solo-os http://simonelovati.com/nel-tuo-mercato-ce-ancora-spazio-devi-solo-os

Quante volte vi e' capitato di andare al ristorante con degli amici,
magari 4 o 5 voler dividere la spesa e trovarsi li a fare i conti per
pagare un conto unico in cassa.

via http://www.yankodesign.com/2009/11/27/going-dutch-with-cc/

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http://files.posterous.com/user_profile_pics/347190/simone_lovati.jpg http://posterous.com/people/eIK4mcvcGJ Simone Lovati Lovati Simone Lovati
Sun, 22 Nov 2009 12:23:00 -0800 Companies banning Facebook and Twitter? Coffee break could turn into "social media break" for 2010 http://simonelovati.com/companies-banning-facebook-and-twitter-coffee http://simonelovati.com/companies-banning-facebook-and-twitter-coffee
With approximately 70 percent of organizations banning social networks and, simultaneously, sales of smartphones on the rise, it's likely that employees will seek to feed their social media addictions on their mobile devices. What used to be cigarette breaks could turn into "social media breaks" as long as there is a clear signal and IT isn't looking. As a result, we may see more and/or better mobile versions of our favorite social drug of choice.

 

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Sat, 21 Nov 2009 08:21:27 -0800 Our head of Social Media is the Customer* http://simonelovati.com/our-head-of-social-media-is-the-customer-0 http://simonelovati.com/our-head-of-social-media-is-the-customer-0

* by McDonalds

via Sergio , Movie by Erik Qualman

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Fri, 20 Nov 2009 02:57:00 -0800 4 paroline a chi pensa che il passa-parola sia una moda... http://simonelovati.com/4-paroline-a-chi-pensa-che-il-passa-parola-si http://simonelovati.com/4-paroline-a-chi-pensa-che-il-passa-parola-si

Belle slides di Paola Aragno (via Stefano) sulla forza dirompente del web nell'amplificare il passaparola...
Sì perchè per noi che usiamo twitter come l'email...si tratta di casi noti, ma parlando con i Clienti e spesso anche con la vecchia guardia del marketing, mi rendo sempre più conto, che c'è una montagna di gente che considera questi fenomeni una moda, niente di impegnativo. 

Beh allora capiamoci:

1. Scambiare opinioni tra persone non è una moda, esiste da sempre, è naturale e mi sento di dire che è pure una gran figata!

2. Twitter, Facebook...possono pur essere una moda, ma oggi son l'unico sistema per "partecipare"

3. Se (come per alcuni miei clienti) hai sotto il sedere un brand famoso, ti senti superiore e queste "cazzate" del web, non le segui, guardando solo il risultato del quarter...sappi che stai perdendo un'occasione d'oro e recuperare poi sarà molto più difficile

4. Quando, alla fine del quarter, sei sotto del 20% non venire a raccontarmi che la fuori c'è la crisi, la crisi, quella vera, è dentro di te! La fuori c'è un sacco di gente che parla di te e, se tutto va bene, sa pure come aiutarti!

;)

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Thu, 19 Nov 2009 05:51:47 -0800 2 drivers per il futuro del retail http://simonelovati.com/2-drivers-per-il-futuro-del-retail http://simonelovati.com/2-drivers-per-il-futuro-del-retail
Le persone hanno sempre meno tempo...

Ormai in moltissimi settori il primo competitor ha un nome ben definito: è il TEMPO.

...Non abbiamo più tempo per leggere un giornale, per andare in palestra, per scoprire un sacco di cose che il mondo di oggi ci offre....le ore passano veloce, minuto per minuto e i giorni volano!

Sono uno positivo e ogni giorno son sempre più entusiasta di quanto sia fantastico avere nuovi strumenti a nostra disposizione che ci rendano più vicini, più connessi, con più cose da scoprire e allo stesso tempo sempre più affamati di tempo!

Perciò se state pensando al futuro del retail, delle vendite al consumo, a mio avviso, la prima cosa che dovete fare è pensare al Tempo!
A come sia possibile soddisfare vecchie e nuove esigenze mentre le persone fanno altro o a come ottenere valore dal tempo perso.

Dovete pensare in pratica a due driver che io chiamo:

Proximity - make two things in the same time 

Pensate alle stazioni di servizio, a quanto sia comodo (ed ormai usuale) bersi un caffè o comprare un giornale, mentre si fa rifornimento.
Oppure a quanto sarebbe bello acquistare la colonna sonora di un film o il pezzo di una pubblicità semplcimente con un click dal vostro televisore.

Molte di queste cose sono già realtà, ma ci sono infinite opportunità di sviluppo per il retail.

Captive - get value from wasting time

Pensate a tutte quelle situazioni d'attesa, dove non avete scelta, dovete aspettare e vi sentite quasi "imprigionati":
in aereo, in treno, in auto nel traffico, in ascensore, nella sala d'attesa del medico, dell'aereoporto....
Sono infinite possibilità per il retail.
Alcune di queste sono realtà:
“Fundamentally we’re an airline with a retail tail,” dice Michael Cawley, deputy chief executive of Ryanair.

Altre sono ancora tutte da studiare...ma una cosa è certa quando le persone sono obbligate a perder tempo, hanno più voglia di ascoltare, sono "meno cieche", sono più disposte a scoprire cose nuove...

...perchè oggi è la conoscenza la nostra droga e quando il nostro cervello riposa, quasi, quasi ci sentiamo male ;)

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Wed, 28 Oct 2009 11:47:00 -0700 Su Google Social Search, amicizie online e passa-parola http://simonelovati.com/su-google-social-search-amiciezie-online-e-il http://simonelovati.com/su-google-social-search-amiciezie-online-e-il

Leggo con qualche ora di ritardo un post di Gianluca su FF:


sono da sempre convinto che il passaparola sia la prima fonte di informazione in ordine di importanza. Proprio quest'anno al RomagnaCamp09 presentai "Google vs il passa-parola: lo scontro finale" per sottolineare come nei processi di ricerca e scelta ci si affidi molto spesso prima ai propri amici (usando google come conferma) che alle SERP di Google.

Il che se vogliamo è normale, se un mio amico fa l'idraulico, difficilmente, se ne ho bisogno uno, lo cercherò su web...chiamerò prima lui, poi gli idraulici amici dei miei amici e così via.

FriendFeed e i social media hanno introdotto un nuovo livello al network di amici, quello dei weak ties, ossia dei legami deboli, nati online con persone di cui rispetto l'opinione. Il livello "Appreciate" nel famoso Spettro delle amicizie online

I social media ( o dovrei dire social web search) ci hanno permesso una ricerca veloce e avanzata nel flusso di contenuti prodotti da questi amici... e non a caso a fondare FF sono stati ex-Google.

Con Google Social Search, annunciato 3gg fa, le "carte si mischiano" ancor più, perchè come ricorda il buon GLuca:

"....non sarà finalmente una situazione in cui il passaparola avrebbe l'ultimo anello mancante, tra la richiesta estemporanea (via messaggio) di info ai propri contatti, e la ricerca di opinioni indipendenti su Google?

Sarà un mondo in cui le opinioni dei propri amici finalmente saranno ricongiunte e ricontestualizzate nello spazio, nel tempo e negli argomenti, in modo da essere fruibili nel momento in cui se ne ha veramente bisogno, cioè nel momento della ricerca"

In buona sostanza, con questa mossa Google mi ha fregato...ha mischiato i due mondi, annullando molte delle mie tesi sostenute al RomagnaCamp09 ;)
...e nonostante Social Search oggi sia ancora molto grezzo, ha aperto le porte ad un modo nuovo di intendere la ricerca su web, entrando nell'arena competiti va di social web search come friendfeed.com e (c'è da aspettarselo) buttando un occhio alla possibilità di rendere "più personale" l'algoritmo di rank per la determinazione delle SERP.

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Wed, 28 Oct 2009 04:45:00 -0700 Cos'è Google Wave, come si usa e perchè prima o poi avrete bisogno di lui... http://simonelovati.com/cose-google-wave-come-si-usa-e-perche-prima-o http://simonelovati.com/cose-google-wave-come-si-usa-e-perche-prima-o

Google Wave è uno strumento di comunicazione e collaborazione online in real time

...questo almeno dicono i geniacci che l'hanno inventato e stanno sviluppandolo. 

Ma in parole pratiche, cos'è? Cosa lo rende particolare in un mare di strumenti per comunicare e collaborare?

Beh! Visto che ho avuto il piacere di essere invitato a provarlo in versione Preview, ossia ancora quando si trova in fase di sviluppo, vi do il mio punto di vista:

Google Wave per me è l'unione di 3 cose che conoscete già molto bene: 

- l' Email (Outlook, Gmail...)
- i Social Media (stile friendfeed.com per capirsi)
- la Chat (stile Gtalk, ma anche Skype)


Cos'è Google Wave?
WAVE
=
EMAIL
La struttura è esattamente quella del vostro tool di posta elettronica (stile Gmail,Outlook...etc): casella InBox, OutBox, Spam, Saved search, Contatti
Ogni contatto ha una sua email (per ora è del tipo simonelovati@googlewave.com, sicuro quando Google deciderà di lanciarlo pubblicamente sarà possibile avere semplicemente la vostra solita email).

Ogni wave (così si chiamano i messaggi qui) è equivalente ad una email, con tante risposte sotto, raggruppata in quel che viene denominato thread...se date un occhio al vostro Gmail già lo fa da tempo (e non solo lui), se qualcuno risponde ad una vostra email, vi riprende l'email vostra e sotto ci aggancia la risposta.
Ad ogni wave è possibile rispondere come con le email, solo che qui il discorso del thread non è un optional, è la regola...

+
CHAT
Ogni contatto ha una sua foto (come su Skype o in qualsiasi chat), se ricevi un wave e vuoi rispondere, semplicemente ci scrivi sotto e in real time il destinatario vedrà comparire la risposta sotto il suo wave, parola per parola come in chat.
Ogni wave diventa quindi una vera e propria discussione con botte e risposte immediate (stile chat) o asincrone (stile email)...ogni botta e risposta (che nel linguaggio del tool si chiamano Blip) può avere all'interno testo, immagini o documenti semplicemente trascinandoceli sopra (in drag & drop).
+
SOCIAL MEDIA
OK l'email, OK la chat, cosa diavolo centrano invece i social media?
Semplice, mentre con una email se vuoi far partecipare qualcun'altro alla discussione devi inoltrare ogni email al nuovo destinatario e pregare che ogni partecipante si ricordi di mettere tutti in copia. 
In Google Wave semplicemente aggiungi l'immaginina di chi desideri aggiungere al wave in questione e in real time il nuovo partecipante può non solo dire la sua (come in una chat), ma anche fare un Play-back di tutta la discussione precedente.
Aggiungeteci il fatto che si possono pubblicare wave pubblici in cui chiunque può commentare (con dei blip) ed ecco che de facto si tratta di qualcosa di simile ai social media di oggi, stile friendfeed.com

Come sto usando Google Wave?

L'attuale preview di Google Wave pur dando un assaggio delle potenzialità di cooperazione e collaborazione possibili, non offre ancora molte features indispensabili (come ad es. l'integrazione con le tradizionali email) per renderlo veramente usabile ogni giorno. In più è ancora un pò incasinato come fruibilità e usabilità...

Per questo motivo alcuni lo etichettano come inutilizzabile o inutile.
Io non sono d'accordo!

Ho una posizione privilegiata:
La mia società di consulenza basa tutto sulla cooperazione e la collaborazione con un network esteso di consulenti indipendenti e quindi non in sede...
...per noi da sempre i tool di collaborazione sono un must!

Con Google Wave posso parlare con il team che sta seguendo uno specifico progetto in real time come facevo prima sulla chat di skype, sicuro però che il tutto viene salvato poi in una cartella come con le email.

Posso iniziare una discussione anche se tutti i partecipanti non sono disponibili, chi c'è risponde in real time, gli altri parteciperanno dopo, quando hanno tempo...
...insomma sino ad oggi avevo due possibilità per confrontarmi con loro:
1. strumenti sincroni in real time (chat, skype...etc)
2. strumenti asincroni (email, project management ...)

Oggi Google Wave mi da entrambe le possibilità in un unico tool! 

C'è da farci la mano! C'è da sviluppare gli "anticorpi" per delle discussioni che non sono più sequenziali, monodromiche, ma si sviluppano in più punti, in più direzioni...ma questo è molto simile a quel che avviene davanti alla macchina del caffè o ad una buona birra tra amici o mi sbaglio?

Per chi ritiene di averne già da ora bisogno e non è tra i fortunati invitati, Google mi ha dato qualche invito in più, giratemi la vostra email e vi aggiungo alla lista


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Mon, 21 Sep 2009 08:41:00 -0700 "C'è la crisi, la fiera si salta!"...Cara Honda, non sempre è una buona idea! http://simonelovati.com/ce-la-crisi-la-fiera-si-saltacara-honda-non-s http://simonelovati.com/ce-la-crisi-la-fiera-si-saltacara-honda-non-s

 

Qualche giorno fa parlavo con una persona di Honda Europe, mi confermava che i giapponesi (Honda, Yahama) si sono messi d'accordo, non ci saranno alla Fiera del motociclo, all'EICMA 2009 di Milano.
Perchè? Semplice, c'è la crisi economica e bisogna risparmiare, le fiere non sono più un trampolino per le vendite, ci sono altri media con cui sostenere il lancio di nuovi prodotti e sono molto più diretti ed efficaci, e....bla, bla, bla....

Premesso che nella maggior parte dei casi sono più o meno d'accordo , ci sono casi in cui non partecipare, a mio avviso è un grave errore per il proprio brand! 

Per me Honda sbaglia, perchè le fiere del motociclo non sono più una piattaforma per lo sviluppo delle vendite a breve, ma un momento in cui sognare.

Il salone del motociclo è il parco giochi per gli appassionati e non, un momento unico per far "sentire" il proprio brand, per legare ad esso quello che con tanti milioni di € si cerca ormai sempre di più di fare, non la fredda razionalità di nuove prestazioni e nuovi numeri, ma la calda emozione di un nuovo sogno da cavalcare...

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Thu, 17 Sep 2009 06:39:33 -0700 Moda, Lusso e strategie di mobile marketing: seguire i clienti nella vita reale http://simonelovati.com/moda-lusso-e-strategie-di-mobile-marketing-se http://simonelovati.com/moda-lusso-e-strategie-di-mobile-marketing-se

La big firm della moda Dolce&Gabbana sta usando il mobile marketing come un canale di comunicazione diretto tra il brand e i suoi clienti.
Recentemente ha reso disponibile un'application per iPhone "D&G Fashion Channel" per abilitare un modo nuovo, estremamente diretto e personale di interagire con i propri clienti.
La mission di strategie di questo genere è chiara: "seguire i clienti nella vita reale".

Non c'è dubbio, il mobile permette un' interazione personale 1to1, scendendo nella sfera privata di una persona. 
Il numero di cell. è ad oggi forse il riferimento a cui siamo più affezionati e meno portati a cederlo in giro. Così non è per l'email, l'indirizzo etc.

C'è quindi una grande opportunità per chi non vende semplicemente prodotti di qualità, ma fa dell'acquisto e di ogni touch point con il cliente un' esperienza intima, unica e personale.

Il punto sta nel come sfruttare questa opportunità. Se l'utilizzo del mobile è spregiudicato, come se si trattasse di un' ulteriore media su cui far fluire il proprio messaggio, si tratta di un boomerang.

Io stesso ho ricevuto sul cell. sms da qualche brand della moda ma ho subito cercato di cancellarmi dal servizio, perchè:

1 non mi danno nulla di più di una visita sul loro sito web
2 non sono "personali"...se usi un canale previlegiato mi aspetto una cosa SOLO per me non per TUTTI
3 non è comunicazione biunivoca, non posso rispondere. C'è una sorta di Brand wall che mi separa da chi ha scritto il messaggio che lo rende impersonale, inutile.

Quindi la morale è: 
il mobile marketing offre una splendida opportunità di conversazione personale e riservata con le persone, con i vostri clienti, se volete mettere in piedi una strategia di mobile marketing non dimenticatevi mai però di dare reale valore aggiunto, di essere personali, riservati e soprattutto di conversare.

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Tue, 15 Sep 2009 07:57:27 -0700 L'ADVERTISING ci insegue e se per una volta provassimo NOI ad inseguirlo? http://simonelovati.com/ladvertising-ci-insegue-e-se-per-una-volta-pr http://simonelovati.com/ladvertising-ci-insegue-e-se-per-una-volta-pr

DRITTO - La pubblicità CI insegue


Il mondo dell'advertising non sa più cosa fare per attirare lʼattenzione, per ingannare lo 

sguardo, tutto per far conoscere prodotti e stimolare il passaparola.


ROVESCIO  - Proviamo a inseguirla


Invertite il processo.

Se volessimo parlare noi di un prodotto, uno a caso, così perchè ci va? 

Proviamo a inseguirne la pubblicità, cerchiamola...

Nonostante migliaia di € di advertising fareste una fatica incredibile a percorrere il processo al contrario


MATCH BALL - Ma se si tratta di comunicazione come è possibile che non ci sia reversibilità?


Insomma l'advertising non è morto, c'è solo un sacco da fare per tirar fuori modelli nuovi che non si basino semplicemente su "devo comunicare a soggetti che intanto stanno facendo altro"

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