Lo chiamano "real advertising", io lo chiamo "buon senso", posto che in Nike non so quanto abbiano l'idea di come sia "un culo grosso" vista la gnocca nell'ultima campagna adv, c'e' da dire che smettere di comunicare modelli irraggiungibili per i piu' e cominciare a pensare alla gente vera, quella che si incontra per strada, e' una gran bella idea.
Il punto e' che non bisogna fermarsi all'advertising, bisogna crederci veramente, bisogna progettare e realizzare abbigliamento e accessori pensando alle persone vere, non alle modelle.
Questo modo di vedere le cose, Nike, per i piu' attenti non lo inaugura oggi, e' del 2005 una campagna simile.
David Kiley su BusinessWeek scriveva:
"This new Nike ad is a good chapter in a conversation that needs to continue…"
e aveva ragione peccato che tutti hanno continuato comunque su modelli aspirazionali, fatti di taglie improbabili e misure poco "popolari".
Non e' un tentativo solo di Nike questo, ricorderete Dove e le sue real-women
E' lo stesso David nel 2005 ad anticipare perche' questo nuovo modello rimarra' poi giusto, solo, un modo di comunicare:
"that’s just the way it is…skinny and pretty sells!"
Tutto vero sino a che si guarda un cartellone, poi pero' bisogna cominciare a pensare a tutte le vendite perse che si hanno nei negozi, al sell-out perso per usare una parola cara al retail, quando una nostra bella italiana media scopre che la sua taglia non la fanno manco o che le taglie centrali son finite o (classico) che "gli sta male"...
...per forza dico io, l'han pensato per i cartelloni, non per voi, comune mortali!
Ora dico io, ma se veramente ci tenete alle vendite e volete uscire dalla crisi, possibile che a nessuno viene in mente di smetterla di fare vestiti taglia 40 che rendon fighe le fighe e si mette a render fighe i cessi?
Guardatevi in giro, non mi dite anche stavolta che non c'e' domanda...


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