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La reputazione online di John Ashfied e la velocità di reazione

John_ashfield

 

Le conversazioni online stanno veramente cambiando le regole del gioco, stanno dando il colpo finale ad un marketing basato su broadcasting ed advertising, che già da qualche anno molti cominciavano a dare per morto.

Proprio in questi giorni esplode l'ennesimo caso di reputazione online mal gestita.

Arianna Cavazza, alias Sybelle, scrive un post sulla campagna pubblicitaria di John Ashfield, marchio di abbigliamento dal look english ma de facto italiano... sin qui niente di male, è un' opinione, il post è seguito da una serie di commenti, la conversazione si accende e wordpress (la piattaforma di blogging che ospita il blog di Sybelle) oscura il blog...

...la rete esplode ... su tutti i social media, arrivano commenti e like a pioggia.

Wordpress elimina il post incriminato e riattiva il blog.

Ma non è questa la cosa incredibile

Quel che mi ha scioccato sono i tempi della conversazione:
Il post è del 5 Aprile 2009
Il primo commento da qualcuno vicino all'azienda arriva ad Agosto!!! 5 mesi dopo e per caso...
La discussione comincia ad essere "gestita" (male) da John Ashfied a Novembre 2009, per degenerare poi in questi giorni!!

Sono i tempi di reazione la cosa più incredibile
Dimostrano come le aziende non curino la propria reputazione online.
Impegnate a comunicare, a pubblicizzare, a diffondere la loro immagine e i loro prodotti, non ascoltano, non conversano...

Dimenticandosi che un brand non è quello che dice di essere, ma quello che la gente pensa e dice di lui, magari online, in tempo reale

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