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La mia lettera aperta a chi blocca Facebook, Twitter e FriendFeed in azienda...

 

Cari Clienti, Manager, Imprenditori, Amici

il vostro potenziale sono le persone,

lo dite da sempre, avete fatto 2 palle così a chiunque,

per anni avete iniziato le presentazioni dicendo in quanti eravate e quanto eravate preparati.

Avete investito decine di migliaia di € in formazione, l'avete osannata, finanziata, persino rivenduta.

Siete convinti non si sia mai finito di imparare,

sicuri che un guru del management o il vostro barista, qualcosa, abbiano comunque da insegnarvi.

Fate riunioni ogni giorno, perchè la condivisione è tutto, è lo stimolo al ragionamento, 

è l'asse portante di un'innovazione fatta di piccoli incrementi e, molto raramente, di grandi salti...

Siete democraticamente contro la censura. L'Iran, la Cina, vi sembrano un inferno, al pensiero di non poter dire la vostra...

...ma, allora, mi spiegate che senso ha bloccare l'accesso ai social media ai vostri dipendenti, ai vostri colleghi?

Sento già le vostre risposte:

"Si distraggono, perdon tempo e non lavorano" 

lo faranno se li bloccate, li censurate, la differenza è che non saranno entusiasti, non ci metteranno passione e se si stuferanno davvero saranno lì a fissare per ore il loro desktop vuoto...senza conversare, scambiare idee, vivere!

Volete il massimo dai vostri colleghi? Cercate di farli vivere, non, semplicemente, "lavorare"!

Simone
Posted 1 year ago
4 Comments
Jul 14, 2009
Simone Lovati said...
A proposito...dovessero bloccarvelo...ci sono 1000 modi per aggirare il problema. Il più semplice, andate su http://translate.google.com/translate_t?hl=en&sl=en&tl=it metteteci dentro l'url che vi hanno bloccato http//facebook.com ad es. e vi accederete senza problemi. Google Translate vi farà da proxy e bye bye censura
Jul 14, 2009
Nicola Losito said...
La lettera, ed il contenuto, sono condivisibili .... mi vien da ridere però se mi immagino la faccia del Rettore, del Preside o del Dirigente che se la vede arrivare.

In ogni caso sono daccordo, e penso che adatterei anche io un approccio simile se mi ritrovassi a non poter più avere spazi in cui esprimermi, si, anche in orario lavorativo !

Jul 16, 2009
All'inizio anche io ero scettica, quando il principale mezzo di interazione era skype oppure messenger; in seguito, con la diffusione di facebook e twitter, ho cominciato a conoscerli, scoprendone le potenzialità.
Il presupposto, per i titolati delle aziende, dovrebbe essere la buona fede degli impiegati, quindi l'utilizzo dei social a fini lavorativi, interattivi. Si comunica più facilmente con i colleghi, si conoscono i loro spostamenti e quindi la loro reperibilità, si individuano le qualifiche professionali ed i cambi di poltrona. Ovviamente c'è anche l'aspetto prettamente markettaro che vede, per esempio in facebook, un mezzo per promuovere la propria attività lavorativa. Del resto, chi vuole clicca, gli altri cambieranno pagina, no?
Sep 27, 2009
Enrico_Vignali said...
Certamente... Poi me li immagino i dipendenti su Facebook a giocare a Pet Society o Guerra di Bande... Siamo seri. Una persona sta informata per cultura personale non perchè è pagato, quindi non vedo perchè dovrebbe utilizzare tempo e banda dell'azienda per fare queste attività. Anche il "vivere" si fa fuori dall'azienda: il lavoro è una parte della vita ed occupa uno spazio definito. La socializzazione ne ha un altro.
Se poi si vuole fare socializzazione all'interno dell'azienda si può sempre fare un blog aziendale, consentendo l'accesso anche a fornitori e clienti strategici.

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