The Simone Lovati Life Stream [Italiano]

Strategie marketing efficaci e non... 

Processo d'acquisto davanti allo scaffale: 0,5€ per una sensazione

Sono davanti a uno scaffale due pacchi di carta igienica.
Due brand forti:
- un leader di mercato nella versione maxi (la scelta razionale)
- un marchio dal mondo dei cartoon con formato standard ma rosa e con
Hello Kitty stampato sopra (la scelta emozionale, istintiva)

Ragione VS Sensazioni = 2,99€ VS 3,49€

Uno vende un prodotto, l'altro Hello Kitty su un prodotto.

Wow, quanto vale una sensazione? Più del 10% se guardate il pricing,
molto di più se vi dimenticate che e' carta da usare in bagno, vi
scordate il razionale del prodotto e vi focalizzate su Hello Kitty per
la vostra bimba!

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[CONCEPT STORE Seminar] Non vendiamo prodotti, vendiamo sensazioni

Pubblico un primo video del mio intervento al Concept Store Seminar tenuto a Fermo nelle Marche con tutte le imprese calzaturiere e non del territorio...una bella iniziativa organizzata da Promindustria a cui va il mio caloroso ringraziamento!

La shopping experience non è una novità, fa parte della nostra natura, proviamo sempre qualcosa ad ogni acquisto...

Simone Lovati
Partner & Co-foundator
ADVBOUCLE Strategic Minds

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La reputazione online di John Ashfied e la velocità di reazione

 

Le conversazioni online stanno veramente cambiando le regole del gioco, stanno dando il colpo finale ad un marketing basato su broadcasting ed advertising, che già da qualche anno molti cominciavano a dare per morto.

Proprio in questi giorni esplode l'ennesimo caso di reputazione online mal gestita.

Arianna Cavazza, alias Sybelle, scrive un post sulla campagna pubblicitaria di John Ashfield, marchio di abbigliamento dal look english ma de facto italiano... sin qui niente di male, è un' opinione, il post è seguito da una serie di commenti, la conversazione si accende e wordpress (la piattaforma di blogging che ospita il blog di Sybelle) oscura il blog...

...la rete esplode ... su tutti i social media, arrivano commenti e like a pioggia.

Wordpress elimina il post incriminato e riattiva il blog.

Ma non è questa la cosa incredibile

Quel che mi ha scioccato sono i tempi della conversazione:
Il post è del 5 Aprile 2009
Il primo commento da qualcuno vicino all'azienda arriva ad Agosto!!! 5 mesi dopo e per caso...
La discussione comincia ad essere "gestita" (male) da John Ashfied a Novembre 2009, per degenerare poi in questi giorni!!

Sono i tempi di reazione la cosa più incredibile
Dimostrano come le aziende non curino la propria reputazione online.
Impegnate a comunicare, a pubblicizzare, a diffondere la loro immagine e i loro prodotti, non ascoltano, non conversano...

Dimenticandosi che un brand non è quello che dice di essere, ma quello che la gente pensa e dice di lui, magari online, in tempo reale

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Strategie di customer centric...guardando Zelig

Ogni volta che sento qualche Cliente parlarmi di come vorrebbero mettere al centro il Cliente, mi viene in mente Giacobazzi e il sabione di Mediolanum (vedi video min. 4:30 approx)... 

Ora, se volete veramente che il Cliente sia al centro di tutto, invece che pensare già a come comunicarlo, pensate a come diavolo farlo...perchè non è così facile!
La realtà è che la maggior parte delle organizzazioni sono "isolate" dal Cliente, è paradossale lo so, ma vi ricordo che per molti i Clienti sono ancora un target, prima che delle persone.
Se state pensando a quanto sarebbe bello (non semplicemente furbo) mettere al centro il Cliente, quanto riuscireste a migliorare, non partite dal fondo, ma dall'inizio...
Pensate alla vostra attività di ricerca e sviluppo: i Clienti li ascoltate? Li osservate online?
Pensate poi alla produzione, alla vendita, al marketing, al post-vendita....le persone possono darvi un punto di vista differente, possono stimolarvi. Ma dovete aprire porte e finestre, saper ascoltare, che non significa organizzare un focus group in cui la maggior parte delle persone faranno finta di essere un target in cambio di buoni benzina (non me ne vogliano gli amici dei focus...sapete a cosa mi riferisco!)
Il web e le conversazioni online sono una grande occasione per realizzare strategie di customer centric VERE, ma ad una condizione:

"Non pensate di mettere al centro il Cliente! Mettetevi voi attorno a lui!"...ma sul serio, però, non solo nello spot in TV

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[Must-see video] Strategie di motivazione per andare oltre al bastone e alla carota...

Fantastico TED Talk di Dan Pick sulle strategie di motivazione a cui siamo da sempre abituati: premi ed incentivi ed i loro reali risultati.

Motivare le persone oggi, per Dan, e io condivido in pieno, non significa pagarle di più se fanno di più, "ti do questo...se raggiungi quello", ma lavorare su 3 cose fondamentali:
  • Autonomia
  • Desiderio di migliorarsi continuamente
  • Scopo
O se preferite:
Se volete che qualcuno non faccia solo qualcosa, ma superi se stesso e vi sorprenda, mettetelo nelle condizioni di divertirsi, di sentirsi coinvolto in una cosa importante e che può cambiare la propria vita, non semplicemente il suo portafoglio.

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3 consigli per creare un piano di incentivi per le vendite che funzioni!

  1. See the big picture, non pensate semplicemente all'obiettivo di oggi, ma all'intero eco-sistema, se variate qualcosa ci saranno riflessi su un sacco di altre cose, prevedete su quali e disegnate i possibili scenari....
  2. Be super simple, gli incentivi sono come le medicine più ne usate in contemporanea e più potete soffrirne gli effetti collaterali.
  3. Be honest with yourself. Gli incentivi son solo degli stimoli, possono spingere le persone a fare una cosa piuttosto che un'altra, ma non fanno miracoli. Pensate bene se quello che volete ottenere sia veramente legato all'entusiasmo delle persone o se necessiti di altro, magari dela soluzione di problemi più ampi.

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The Apple digital Hub strategy does another step ahead...

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Twitter e i social media sono le fotocopiatrici del 2010... ma sono prima di tutto dei posti fantastici dove conversare

Harvard Business research  ha riscontrato che quest'anno su Twitter il 90% dei contenuti erano generati dal 10% degli accounts...ossia da un numero ristretto di persone (o di fonti)

E' un numero piuttosto impressionante persino per Pareto, ma non deve trarre in inganno, a mio avviso Twitter ed in generale i social media non possono e non devono essere considerati dei broadcast media 

E' vero gli influencers non sono così tanti, vanno scovati e coinvolti, bisogna comunicare con loro, ma loro NON diffondono, conversano!!...Twitter è uno strumento per conversare, non un media per diffondere contenuti!

Per dirla alla NYT Twitter è: "Dove le conversazioni iniziano"  (Amo questo pay-off, lo trovo geniale!)

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Lancio di un nuovo prodotto: gli influencers VERI e l'invito di Seth Godin

 

Sino a qualche anno fa:

1. si lanciava il prodotto con la presunzione di scegliere accuratamente target, testimonial ed influencers
2. si raccoglievano i primi fan, cercando spesso di innescare un effetto elite, magari limitando la disponibilità del prodotto

e in molti casi lo si fa ancora.

Con il web e la nascita dei contenuti provenienti dalle persone, le agenzie di marketing scoprono la "voce del mercato", scoprono, spesso a loro spese, quanto le informazioni online viaggino veloce e quanto un comune blogger possa far del male o se opportunamente stimolato del gran bene...

Il problema è che in moltissimi non partecipano, non conversano, non fanno parte di questo mondo e non lo capiscono...ergo cominciano a pensare ad una scorciatoia,un classico per chi fa marketing operativo...male (ovviamente conosco anche valide eccezioni):

Identificare gli influencers ed influenzarli per far si che parlino bene del proprio prodotto in fase di lancio e si trasformino nel motore del passaparola.

Ed è così che ai blogger più famosi arrivano dai vasetti di pesto a qualche centinaia di libri...purche scrivano qualcosa, una recensione...

...Eh, ma il web è spontaneo, passata la novità, mica sempre ci sta al gioco!

Il problema è all'origine, perchè avere la presunzione di identificare gli influencers a priori? 
Su che basi? Sul fatto che sono più conosciuti degli altri? Sui loro "numeri"? Ma sono veramente interessati al vostro prodotto in lancio?

Esiste un modo + semplice per avere influncers veri: non sceglierli, ma dare l'opportunità a chiunque di esserlo.

Ed è proprio quello che sta facendo da poche ore Seth Godin con il suo nuovo libro:

1. Ha messo a disposizione una copia in anteprima per i primi 3000 fan
2. Per ricevere il libro bisogna donare almeno 30$ per beneficenza
3. Il libro verrà così spedito senza profitti, ma non completely free

Trovo sia un modello molto interessante. Perchè una volta tanto abbatte l'idea del free a tutti i costi.
E' un modo innovativo e vero di scoprire nome e cognome di persone veramente interessate al libro, soggetti che possono veramente essere degli influencers nel lancio di un nuovo libro.

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10 Trends cruciali per il 2010: Lancio dei nuovi prodotti in real time e monitoraggio del passaparola

Sono pienamente d'accordo con gli amici di Trendwatching.com

I risultati in Real-Time e i servizi di monitoraggio e allerta saranno i master trends del 2010.

Se state lanciando un prodotto, i risultati del lancio in molti casi li potrete vedere direttamente in tempo reale online, con le reviews, i feedback e i commenti delle persone...avrete l'opportunità di percepire il loro buzz (brusio)...una sorta di ricerca di mercato che a me piace chiamare "a cuore aperto" in tempo reale e senza condizionamenti...

Questo trend e l'esplosione dei contenuti online ha portato all'esigenza di monitorare un numero elevatissimo di fonti e distinguere il segnale dal rumore, l'utile dall'inutile, sarà sempre più difficile, ecco perchè il web sta passando sempre di più da una modalità pull a push. 

I contenuti di interesse non dovremo cercarli, arriveranno a noi, in base alle nostre esigenze attraverso dei servizi di allerta, di avviso, con un routing diverso e destinatari diversi in azienda a seconda dell'importanza e del tema....

...perchè una cosa è certa il futuro dei brands è sempre più legato alla capacità di prender parte alla conversazione con le persone in tempo reale: una conversazione vera con le persone vere in azienda, non solo con l'agenzia esterna di PR!

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